Volando come un Rasteriz

"Un colore unico: impossibile da dipingere" – Luca "masterix" Longo
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[TIP] /tmp non eseguibile su linux

Luca Longo | 22 gennaio 2010

Chiunque utilizzi un server web sotto linux, si sarà reso conto che buona parte delle cose temporanee vanno a finire nella cartella /tmp.

Tale cartella, essendo un punto di riferimento noto, spesso viene utilizzata negli script di default delle configurazioni. Questo comporta però che anche gli upload effettuati, ad esempio, tramite PHP vadano a finire qui: questo causa spesso “l’apertura” del sistema all’esecuzione di exploit, specie se si usano in esso piattaforme opensource come Joomla, Wordpress, Mambo, ecc.

Per risolvere, in parte, questo problema, possiamo rendere la directory /tmp non eseguibile. Per fare ciò, potremo sia modificare il file /etc/fstab aggiungendo noexec al mount della directory tmp, sia eseguire questo semplice comando:

# mount -o remount,noexec /tmp

Fate bene attenzione, però. La maggior parte degli script per la gestione dei pacchetti (come apt, yum, ecc), sfruttano questa dir per l’esecuzione di comandi temporanei, quindi, se rendete non eseguibile la directory, nessun file potrà essere eseguito.

Se avete comunque la necessità di eseguire qualcosa, potete temporaneamente lanciare il comando opposto a quello sopra:

# mount -o remount,exec /tmp

Una volta terminata l’installazione dei vostri pacchetti, potrete lanciare nuovamente il comando sopra con il noexec.

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Spark IM Client: un interessante sistema di messaggistica!

Luca Longo | 15 gennaio 2010

Possono esistere svariati motivi per spingere un’azienda ad utilizzare un software per la messaggistica: nel nostro caso, l’esigenza è stata dettata dal forte bisogno di comunicare. Tutti gli esseri umani a modo loro hanno intenzione di comunicare qualcosa e sin da bambini c’è questa voglia di essere ascoltati e capiti. Questo però non sempre è possibile in contesti aziendali, dove, bloccare altri tipi di IM client (come MSN, C6, ecc) può essere fondamentale per evitare distrazioni ai dipendenti… ma bloccarne alcuni, non vuol dire bloccarli tutti.

Recentemente abbiamo configurato un server con sopra Openfire: un eccezionale strumento per la collaborazione in tempo reale, sicuro, stabile ed opensource… insomma l’ideale per comunicare in azienda.

Dopo aver installato Openfire, sempre sul sito di Ignite realtime abbiamo trovato un interessante IM Client capace di interfacciarsi con diversi protocolli di messaggistica istantanea: Spark. In poco tempo si è trasformato in un validissimo compagno di viaggio.

Spark ha al suo interno diverse funzionalità. Si parte dalla chat semplice, per arrivare a quella di gruppo, passando persino per le chiamate interne con le persone della nostra lista amici… senza mai dimenticare lo spell checking, ossia il controllo ortografico. Per una rete privata ed aziendale, inoltre è fondamentale trasferire files… ed anche in questo è formidabile: trasferisce molto velocemente (ovviamente anche in base alla vostra ampiezza di banda) supportando anche il drag & drop di files direttamente nelle query (ossia le finestre private di chat!).

Al suo interno implementa anche un potente sistema di plugin(s), rendendolo di fatto, non solo potente per quanto ha di base, ma anche per quanto qualsiasi persona può integrare a suo piacimento nel motore principale. Cosa che si sposa perfettamente con l’idea di estendere, è anche lo Sparkplug KIT un nuovo sistema grazie al quale si può dinamicamente estendere il proprio client con funzionalità riservate alla propria azienda (od organizzazione): grazie a questo kit, si può estendere il client principale con la massima flessibilità e semplicità di utilizzo, dando ampio spazio alla fantasia aziendale.

Insomma, ancora una volta il mondo Opensource ci regala un fantastico progetto che non tarderà a diventare uno tra i prodotti di spicco nel suo settore.

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Antispam e filtri bayesiani

Luca Longo | 5 dicembre 2009

SpamAssassin

In passato mi sono trovato a dover fronteggiare lo spam su un server e, nonostante creda che in termini di ottimizzazione la migliore soluzione sia greylist, non mi sono mai tirato indietro dall’allenare i filtri bayesiani di SpamAssassin.

Chi vuole avviare un server di posta, anche solo per un piccolo mail server locale, deve prendere in seria considerazione il fattore spam. Per risolvere il problema, non basta di certo bloccare soltanto il relaying (il classico caso di relay aperto che fa sempre male se si è su una rete pubblica), ma è necessario affiancare l’autenticazione ad smtp ed infine, ovviamente l’antispam.

La guida che segue è stata testata su un sistema operativo Ubuntu, ma, ciò non toglie, che può essere efficace (magari con qualche piccola accortezza) anche su altri OS.

La prima cosa che dovremo fare, è installare spamassassin:

apt-get install spamassassin

Al termine dell’installazione, verrà automaticamente creata la cartella /etc/spamassassin (se così non fosse, proviamo ad installare nuovamente spamassassin con questo comando: apt-get remove –purge spamassassin && apt-get install spamassassin) e, all’interno di questa cartella ne creeremo una nuova:

mkdir /etc/spamassassin/.spamassassin

Aggiorniamo i permessi:

chmod 777 /etc/spamassassin/.spamassassin

Avendo affiancato l’utilizzo di spamassassin al mio server postfix, dovrò necessariamente impostare i permessi di lettura e scrittura corretti sulla cartella spamassassin. Nel mio caso, l’utente è “vmail” e il gruppo è “vmail”:

chown -R vmail:vmail /etc/spamassassin

Avendo intenzione di usare i filtri bayesiani, sarà necessario apportare qualche modifica al file di configurazione di spamassassin:

nano -w /etc/spamassassin/local.cf

Al seguente file, aggiungere (o modificare) le seguenti direttive:

use_bayes 1

bayes_file_mode 0666

bayes_path /etc/spamassassin/.spamassassin/bayes

bayes_auto_learn 1

bayes_learn_to_journal 1

In questo modo, diremo a spamassassin non solo di utilizzare i filtri bayesiani, ma di autoallenarli nel corso del suo ciclo di vita.

Fatto ciò, rilanciamo spamassassin:

/etc/init.d/spamassassin restart

Giusto per scrupolo, rilanciamo un piccolo comando per allineare i permessi:

chmod -r 0666 /etc/spamassassin/.spamassassin/*

Il nostro sistema antispam, ora, dovrebbe essere funzionante. Non ci resta che allenarlo… tranquilli, non dovrete sudare per farlo! Per allenare un sistema antispam, non ci serve altro che: SPAM. Esistono molti siti internet che racchiudono in archivi una marea di email di spam ed il loro scopo, è proprio quello di permettere l’allenamento dei filtri antispam. Badate bene che l’operazione di allenamento non è una cosa che fate oggi e poi avete finito di farla. Un buon sistema antispam necessita di costanti aggiornamenti sia per lo spam, sia per le email “pulite”: è ciò è fondamentale se si vogliono evitare i famosi “falsi positivi”.

Tra i siti che maggiormente utilizzo, senza dubbio, c’è http://untroubled.org/spam/. Aprendolo, alla fine della pagina, troverete diversi archivi 7zip. Vediamo un po’ come fare per utilizzarli per allenare il nostro antispam.

Senza dubbio, la prima cosa di cui abbiamo bisogno, è di poter gestire gli archivi 7zip. Se non avete ancora installato il pacchetto p7zip offerto dalla repository di Ubuntu, potete farlo lanciando questo semplice comando:

apt-get install p7zip

Una volta che abbiamo verificato la corretta installazione del pacchetto p7zip, possiamo procedere con l’allenamento, scaricando i nostri archivi di spam.

Non è molto importante il punto in cui vengono salvati gli archivi, anche perché, una volta utilizzati per allenare il filtro antispam, essi diventano totalmente inutili e possono essere eliminati dal disco, quindi, il mio suggerimento è di lavorare nella directory temporanea:

cd /tmp

Scarichiamo un archivio (consiglio, per iniziare, di scaricarne uno piccolo poiché il tempo di importazione è abbastanza elevato e se si presentano errori, aspettiamo per niente).

wget http://untroubled.org/spam/2001.7z

Una volta scaricato, lo possiamo scompattare:

p7zip -d 2001.7z

Ed ora ecco il passo finale, l’allenamento:

sa-learn –spam –progress /tmp/2001/*

Al termine, possiamo cancellare l’archivio e la cartella:

rm -fr /tmp/2001*

Dovremmo aver finito :-)

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