giu
24
2009
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iPhone con firmware 3.0… le mie sensazioni

Ho ponderato e testato per bene l’OS prima di scrivere quest’articolo. Mamma Apple sotto certi aspetti non tradisce mai, ma sotto altri riesce a deludere con eleganza (talvolta trasformando la delusione in coraggiosa aspettativa). Penso proprio che sia il caso di questo nuovo firmware: 3.0.

Le differenze positive, ovviamente, svolgono il loro compito: ma d’altra parte, era impensabile che Apple rilasciasse qualcosa non funzionante. Tuttavia, però, l’aggiornamento ha introdotto diverse problematiche: prima su tutte la facilità di consumo della batteria. E’ mostruosa la velocità con cui la batteria vola via da quando ho aggiornato a questo nuovo firmware.

Per fortuna in alcuni casi, dei problemi (o limiti) del firmware 3.0, si possono superare grazie al jailbreaking… e per fortuna che esiste. Ma anche in questo caso, i passi non sono tra i più rosei!

Da profondo utilizzatore dell’utility SBSettings, trovo veramente inutile (con questo nuovo firmware) il toggle EDGE: non funziona proprio… nonostante gli sviluppatori dicano che effettivamente BLOCCA la navigazione tramite Safari, beh, io personalmente ho constatato che non avviene neanche lì ed è una profonda e dolentissima nota per chi, come me, ha un piano tariffario che include un certo “tot” di GB al mese sotto copertura del proprio carrier :-\… non potendo disabilitare l’EDGE si rischia di trovare addebitati alcuni “mb” prodotti dal roaming dati (nazionale… perché l’internazionale si può benissimo disabilitare): quindi, il mio consiglio è quello di disabilitare le notifiche push o, ancora meglio, variare (quando non serve) l’APN del proprio carrier.

Croce e delizia sicuramente è la possibilità (finalmente) di poter inviare MMS… peccato che, però, per inviare immagini (o qualsiasi altro dato multimediale) bisogna ancora ricorrere ad iBluetooth… personalmente avrei preferito la possibilità di scambiare files tramite bluetooth agli mms (che uso raramente).

Fantastica la possibilità di collegare auricolari stereo tramite bluetooth: io ho fatto un piccolo esperimento collegando l’iphone alla mia autoradio (che supporta il bt): ho riprodotto tramite iphone un mp3 che avevo precedentemente caricato tramite itunes e sono riuscito ad ascoltare con qualità più che buona la canzone sulle casse della mia auto… una cosa molto figa per chi è spesso in macchina! ;-)

Per concludere, quindi, certamente il firmware 3.0 introduce dei notevoli cambiamenti di stile ed implementa un’infinità di API nuove per gli sviluppatori (aumentando la nostra libertà di sviluppo), però se siete ancora utilizzatori dell’iphone con firmware 2.2.1 e non avete bisogno di MMS, Tethering e copia e incolla… beh, vi consiglio di aspettare un nuovo aggiornamento prima di passare al 3.0.

:-)

Written by Luca Longo in: Howto & Tips |
mag
08
2009
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Convertire il Filesystem di un Hard-disk (anche USB) da FAT32 a NTFS… con Windows!

La diffusione di questi pennini USB (o hard-disk esterni portatili) dalle grosse dimensioni (2GB in su, più che altro), spesso porta la gente a credere che abbiano dei malfunzionamenti copiando file di grosse dimensioni.

In realtà, questo, è parzialmente vero. Se non riuscite a copiare file di grosse dimensioni (ad esempio ISO), la colpa potrebbe essere del vostro Filesystem.

Tutti i drive esterni, per ragioni di retrocompatibilità, vengono formattati dalle case produttrici con il filesystem FAT32: un formato diffuso e supportato da quasi tutti i sistemi operativi… che presenta qualche limite sulla grandezza massima di un file. Chi utilizza questo genere di partizioni, infatti, si sarà potuto rendere conto di quanti problemi diano con file di dimensioni maggiori ai 2GB (molto più semplicemente: non ne permettono la creazione). Bene.

Come possiamo risolvere, quindi, questo problema? Il buon vecchio MS-DOS, ci viene in aiuto… seguite questa semplice procedura.

1) Dopo aver collegato il vostro disco USB al PC, cliccate su Risorse del Computer e guardate che label viene assegnato al disco esterno (nel mio caso è “H:”), quindi chiudete Risorse del Computer.

2) Cliccate sul menù Start, quindi cliccate su Esegui…

3) Nella schermata che si apre, scrivete cmd e cliccate su ok:

image

4) Vi troverete davanti ad un prompt di comandi… qualcosa di simile:

image

5) In questa schermata, scrivete il comando che segue (correggerà eventuali errori…), quindi premete Invio: chkdsk H: /F

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6) Attendete la fine del caricamento (deve arrivare a 100%)… se il disco è in cattive condizioni, potrebbe metterci un po’ di tempo:

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Bene… Volume “MASTERIX” creato il…..

7) Dopo aver corretto eventuali errori sul disco, possiamo procedere con la conversione del filesystem da FAT32 ad NTFS… quindi, digitiamo il seguente comando: %windir%\System32\convert H: /fs:NTFS

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8) Scriviamo il nome del nostro Volume… nel mio caso è MASTERIX, infine, premiamo invio ed attendiamo che finisca la procedura di conversione.

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Arrivati a questo punto, attendete che venga determinato lo spazio necessario per effettuare la conversione…

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Ora non ci resta che attendere la fine della procedura di conversione del File System (richiederà, quasi sicuramente, diversi minuti), quindi, non abbiate fretta e non scollegate la periferica se non volete rischiare di perdere i dati: come sempre, la calma è sempre la migliore cura a tutto.

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ATTENZIONE: La procedura può essere effettuata anche senza salvare i dati, in quanto è difficile che vengano persi… tuttavia si consiglia di effettuare SEMPRE un backup dei dati prima di procedere: questo perché la premura, non è mai troppa.

ATTENZIONE 2: Se utilizzate l’hard-disk per ascoltare la musica sui lettori che supportano i drive USB (ad esempio l’autoradio della vostra automobile), vi sconsiglio vivamente di convertire il FileSystem in NTFS (o altri), in quanto quasi tutti i lettori supportano soltanto il FAT32.


mag
01
2009
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Una guida molto potente per le espressioni regolari

Croce e delizia della programmazione, è senza ombra di dubbio l’utilizzo delle espressioni regolari. Chiunque le abbia mai usate, avrà sicuramente smadonnato (almeno all’inizio) per riuscire ad ottenere il risultato prefissato. Navigando sul web, tra guide e pattern già pronti, mi sono soffermato su un ottimo sistema didattico per generare Espressioni Regolari: http://www.txt2re.com/index-php.php3

E’ molto interessante come web software, in quanto vi permette di creare l’espressione regolare sulla base della stringa che volete cercare all’interno di un testo. Provare per credere: http://www.txt2re.com/index-php.php3?s=www.masterix.org&submit=Show+Matches

Buon divertimento, quindi, con le espressioni regolari :-)

apr
23
2009
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Eliminare scansione file ricevuti su MSN

Utilizzo MSN per scopi lavorativi (ed anche per sentirmi con molti amici) e spesso mi capita di ricevere files incappando in quella noiosa e lenta scansione di Windows Live OneCare Safety Scanner.

All’inizio avevo cambiato lo scanner impostando l’analisi tramite il mio software antivirus, ma, annoiato anche da questa lentezza, ho deciso di trovare una via di mezzo.

Anticipo che il metodo che vi andrò ad esporre, ANNULLA L’ANALISI ANTIVIRUS (quindi se vi inviano un virus, con grosse possibilità, lo prendete!) ed è riservato a chi come me utilizza la versione ufficiale di Microsoft Live Messenger.

Il concetto è semplice, un eseguibile “vuoto” (quindi senza programmazione alcuna) che si esegue e si chiude automaticamente, viene richiamato al termine della procedura. Semplicissimo.

Per fare ciò, scaricate il file seguente: inutile.rar

Una volta scaricato, scompattate l’archivio in C:\  (quindi entrate in Risorse del computer e selezionate il disco principale C:): ovviamente io ho preferito questa locazione, se volete, potete copiare il file anche in un’altra cartella (ad esempio, nei vostri Documenti).

Copiato il file, aprite Windows Live Messenger e, nella schermata principale, cliccate prima sul menù “Strumenti” (in alto) e dopo su “Opzioni…”.

Adesso vi si aprirà una schermata. Cliccate su “Trasferimento file”, spuntate la voce “Effettua l’analisi antivirus dei file con:” e poi cliccate su sfoglia: infine selezionate il file “inutile.exe”. Arriverete ad avere una schermata più o meno simile a questa:

image

ATTENZIONE:

Come ho già detto, facendo in questo modo, sarete esposti a rischi e, in buona parte dei casi (ad esempio ricezione di file .exe, .bat, .vbs) vi consiglio sempre di effettuare una scansione con l’antivirus.

apr
13
2009
0

Convertire files .plist da binario a XML e viceversa!

Ultimamente sto “smanettando” molto sull’os dell’iphone per implementare alcune funzionalità che mancano al caro gioiellino di casa Apple.

Mi sta capitando spesso, quindi, di lavorare con file dall’estensione “plist”: altro non sono che dei files XML che in grossa parte dei casi vengono compilati in binario grazie all’applicazione plutil.

Essendo, in formato “in chiaro” dei semplici files XML ben formattati su uno standard Apple, ovviamente, è possibile trasformarli da XML a binario e da binario ad XML. Vediamo come fare.

Da XML a BINARIO:

plutil –convert binary1 il_tuo_file_xml.plist

(potrebbe essere necessario cambiare -convert con -c)

Da BINARIO a XML:

plutil –convert xml1 il_tuo_file_binario.plist

(potrebbe essere necessario cambiare -convert con -c)

Luca

apr
11
2009
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Amsterdam…

Come sempre, con lieve ritardo, riesco a raccontarmi. Non sono un libro aperto, questo l’ho sempre detto… ma di Amsterdam non potevo lasciare il blog all’oscuro.

La necessità di scaricare un po’ di tensione accumulata nel corso dell’anno precedente (quello che tutti hanno definito un anno “dannato”: il 2008) si è fatta forte a tal punto da non farmi ripete due volte da Guglielmo e Danilo di partire per un luogo (all’inizio la proposta era partire).

Scorazzando un po’ per il web, eccitato dall’idea di poter finalmente dedicare un po’ di tempo per me stesso, riesco a trovare il volo e l’albergo ad un prezzo veramente ridicolo. Si parte con l’idea di partire in 8, si arriva poi ad essere in 4… ma in realtà, la frenesia di partire, non ci faceva star zitti con nessuno e così, eccoci nuovamente in 8.

Partenza da Catanzaro direzione Roma (pernottiamo lì per partire il giorno dopo). La semplicità ed il divertimento che il viaggio ci trasmetteva, creava un atmosfera fantastica… e, a parte una manciata di ansiosi che sull’autostrada hanno chiamato più volte l’ANAS che i parenti, infondo, ogni singolo componente ha fatto il suo gioco a favore del divertimento di tutti. Compagnia favolosa: ancor prima del fischio d’inizio.

A parte un pullman completamente infuocato, una pausa ogni 30 secondi per permettere a Giuseppe di recuperare un po’ di strada persa (visto che ha fatto il percorso alternativo), una notte passata a dormire su una piazzola di sosta (in auto ovviamente) ed una ripartenza (la mattina) senza neanche scendere dalla macchina (roba da folli), un’eccezionale cagata di buon risveglio all’aeroporto ed un navigatore satellitare scarico appena imboccato l’ingresso a Roma… si può dire che l’inizio è stato entusiasmante.

Ciò che segue, però è ciò che abbiamo vissuto o almeno crediamo di aver vissuto e di ricordare… perché arrivati lì sembrava che i giorni corressero più veloci.

Eindhoven (tappa d’arrivo) è a circa 2 ore di pullman da Amsterdam e, se avete la fortuna (a differenza nostra) di trovare un autista capace, che non dimentica il portellone con i bagagli (aperto in fase di partenza), che riesce a farvi evitare parecchi semafori (il nostro autista ce li ha fatti beccare tutti ROSSI), ma soprattutto UN AUTISTA CHE NON SIA UNA DONNA DROGATA DAI CAPELLI ROSSI, bene, forse, se avete questa fortuna, riuscite anche ad arrivare in un’ora e 40 minuti (a differenza nostra: 2 ore e 20 minuti circa…).

L’albergo, nonostante fosse un due stelle (disegnate a matita ahaha) gestito da cinesi, devo ammettere che aveva una posizione fantastica (a pochi metri da piazza Dam e da tutti i divertimenti della città). Anche la pulizia non era male: unica nota negativa la grandezza del bagno, ma, nonostante vivessimo in 6 in quella stanza, non abbiamo risentito di particolari problemi (forse, l’unico a risentirne è stato Danilo… ma non è colpa sua se anziché prendere una pantofola sinistra ed una destra, ne ha prese due destre…).

Come già detto, eravamo praticamente a tu per tu con tutto l’universo Olandese, tanto non renderci conto (appena arrivati) che non era forse necessario ridurre Guglielmo ad un Souvenir da tenere poggiato al muro: ma cosa volete farci… incontrare un sosia di Jimi Hendrix (dei poveri) non capita tutti i giorni.

Tappe fondamentali, una volta giunti, sono state il museo di Van Gogh (meglio noto al gruppo come “oricchiu mozzatu”) ed il museo dell’Heineken. Il primo devo ammettere che non mi ha lasciato un buon ricordo… si è pagato molto per vedere poco o nulla (le opere più famose non c’erano). Per quanto riguarda, invece, il museo dell’Heineken… che vi devo dire: semplicemente magnifico! Fantastico tutto il processo di produzione (che si può toccare con mano). La cosa più bella però credo sia stata la possibilità di partecipare ad una sessione di cinema interattivo proprio all’interno del museo Heineken: in altre parole, sembrava di essere una bottiglia… veramente bellissimo!

Come tutte le cose bellissime però, prima o poi sono destinate a raggiungere la fase conclusiva (vuoi per abitudine, vuoi perché “è necessario”). Tante sono state le emozioni vissute lì, e credo che ognuno di voi abbia dato il meglio di sé per divertirsi onestamente (vero Danì? Onestamente!) senza mancare di rispetto a nessuno. Un viaggio che rifarei con le stesse persone, con le stesse tappe, con le stesse collocazioni. Come tutto ciò che apprezzo, anche questa esperienza mi ha trasmesso qualcosa (ad esempio, lo sapevate che ad Amsterdam “sono rigidi”?)…

Giuseppe S., ad esempio, tu mi hai fatto capire che anche se è rosa non per forza da ubriaco devo vederci un maialino: era un elefante e ti ho fatto perdere ad Amsterdam… nonostante tu stessi girando come un bimbo autistico.

Guglielmo invece, mi ha fatto capire quanto sia facile cagarsi sotto vedendo Miriello alla disperata ricerca di 10 euro…con forza ed amore.

Alessandro mi ha fatto capire (in tempo) che ad Amsterdam erano rigidi e non potevamo fare quello che volevamo altrimenti ci facevano la multa: ed anche questo è stato importante!

Tommy mi ha fatto capire che per portare sempre con se le persone che non ci sono più, bisogna diventare in parte come loro e lui, si è totalmente immedesimato nel nostro Barone Olandese: dobbiamo a lui tutte le pubbliche relazioni! Era lui a dialogare in inglese con la gente (era così preso da Amsterdam che anche gli italiani parlavano con lui in inglese!).

Rizzito mi ha insegnato che anche in piena notte c’è qualcuno che dorme ed è giusto farlo dormire senza ritmiche sonate nasali stile Gino Bramieri.

Gaytano ha rafforzato in me il concetto che amare una persona significa rispettarla e, credetemi, ho apprezzato tantissimo trovare in lui una persona simile a me: non ha fatto del suo divertimento la tristezza di qualcuno e, siccome penso sia giusto così, l’ho stimato tantissimo. Unica nota negativa… non spenderemo più soldi per boccette inutili!

Ed infine la merdaccia: Danilo. Credo che un ragazzo organizzato come te, io non l’abbia mai conosciuto. Sei riuscito a trasformare in pochi secondi, il tuo cappotto, in un percorso a punti: ogni oggetto aveva una collocazione logica che ti permetteva di reperirlo con  estrema semplicità… obiettivamente, hai fatto paura! Inoltre, grazie per averci onestamente acquistato una marea di Souvenir e per aver, sempre onestamente, cambiato la calamita pornografica con una più “utilizzabile” a casa Rizzito.

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P.S: questa foto è stata scattata da un ricchione messicano che come ricompensa s’è voluto fare una foto con me e Giuseppe… quindi vedete di apprezzarla di più che per poco non ci scappava il morto.

Dimenticavo… “ca cca su rigidi”.

mar
31
2009
0

Gestire lo scheduling tramite phpScheduleIt

Gestendo un’azienda, con la collaborazione di altri soci, abbiamo avuto l’obbligo (per migliorare la pianificazione delle risorse) di usare un software di Scheduling.

Essendoci molte soluzioni (tra cui molte opensource), abbiamo incentrato il nostro interesse su phpScheduleIt.

Il software in questione, è stato scritto in PHP (supporta PHP 4.3 o superiori) ed è capace di sfruttare diversi tipi di database (tra cui MySQL, PostgreSQL, InterBase, Mini SQL, Microsoft SQL Server, Oracle 7/8/8i, SyBase, Informix, FrontBase) e supporta, inoltre la connessione tramite ODBC (Open Database Connectivity). Inoltre, per funzionare, necessita del supporto PEAR poiché sfrutta la libreria DB di PEAR.

Senza perderci troppo in chiacchiere, passiamo all’installazione (nel nostro caso useremo un server Linux Ubuntu con HTTPd Apache e database MySQL).

Se non avete un database già a disposizione dovrete crearne uno. Per creare il database, entriamo su un qualsiasi client mysql  (anche PhpMyAdmin va bene) e lanciamo il seguente comando:

CREATE DATABASE `calendario` ;

Creato il database, dovremo ora creare un utente capace di accedervi:

CREATE USER ‘calendario’@'%’ IDENTIFIED BY ‘qui_la_password’;

Specifichiamo che l’utente non deve avere privilegio globali:

GRANT USAGE ON * . * TO ‘calendario’@'%’ IDENTIFIED BY ‘qui_la_password’ WITH MAX_QUERIES_PER_HOUR 0 MAX_CONNECTIONS_PER_HOUR 0 MAX_UPDATES_PER_HOUR 0 MAX_USER_CONNECTIONS 0 ;

E concediamo i permessi globali solo sul database “calendario”:

GRANT ALL PRIVILEGES ON `calendario` . * TO ‘calendario’@'%’ WITH GRANT OPTION ;

Terminata la fase di creazione dell’utente, dovremo creare la struttura base del database che useremo con phpCalendarIt.

Per utilizzare il sofware, dovrete scaricare i sorgenti (operazione effettuabile raggiungendo il seguente link: http://php.brickhost.com/)

La versione che noi useremo è la 1.2.11.

Scaricati i sorgenti, dovremo pubblicarli sul nostro spazio (ad esempio con FTP, o con wget se avete accesso diretto alla macchina).

E’ molto importante, prima di procedere, rinominare il file config.new.php (lo trovate nella cartella “config/”) in config.php.

Una volta rinominato, dovremo cambiare nel file “config.php”, alcuni valori nelle variabili seguenti:

$conf['app']['weburi'] = ‘http://127.0.0.1/scheduling/;

$conf['app']['adminEmail'] = ‘ilvostroindirizzo@email.it’;

$conf['app']['defaultLanguage'] = ‘it_IT’;

$conf['app']['title'] = ‘Il mio scheduling’;

$conf['db']['dbType'] = ‘mysql’;

$conf['db']['dbUser'] = ‘calendario’; // Username dell’utente MySQL

$conf['db']['dbPass'] = ‘password’; // Password dell’utente MySQL

$conf['db']['dbName'] = ‘phpscheduleit’; // Nome del database MySQL

$conf['db']['hostSpec'] = ‘localhost’; // Host del database MySQL

$conf['ui']['welcome'] = ‘Benvenuti nel mio pannello di scheduling!’;

Fatto ciò, non dovrete far altro che connettervi sul vostro server web (nel mio caso l’indirizzo è http://127.0.0.1/scheduling/ in quanto si tratta di un server web locali) all’indirizzo http://127.0.0.1/scheduling/install/.

Vi troverete davanti ad una semplice schermata che vi guiderà passo passo nella configurazione di phpScheduleIt.

La prima schermata, servirà per configurare le credenziali di accesso al database (username e password).

image

 

Inseriti i dati, e cliccato il pulsante “Entra nel database”, visionerete la seguente schermata (se i dati sono corretti):

image

Cliccando su creazione tabelle, il processo di installazione terminerà.

Non vi resterà altro che collegarvi all’url principale (http://127.0.0.1/scheduling/), effettuare la registrazione dell’utente e godervi il vostro sistema!

Per i più esigenti, è disponibile anche la pianificazione del crontab:

1 * * * * cd /web/directory/phpscheduleit/cmd; ./send_reminders.php

 

E’ bene precisare (come già si diceva all’inizio del post) che esistono diversi software opensource (tra i quali phpICalendar, PlansCalendar, WebCalendar). La nostra attenzione si è soffermata su questo in quanto, oltre ad essere utilizzato da diverse università, è l’unico che non è stato sviluppato per gestire avvenimenti (implicitamente lo fa pure, ma non è nato per questo scopo): per esempio, molte università lo utilizzano per gestire gli orari nelle aule allocando, grazie a phpScheduleIt, anche le risorse.

mar
29
2009
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Una piccola prova…

Microsoft a volte mi stupisce… stupendo scrivere sul blog tramite Windows Live Writer: è uno strumento molto potente.

Written by Luca Longo in: Howto & Tips |
mar
27
2009
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Evitare che le richieste web usando Ajax sfruttino la cache del browser

Il WEB 2.0 ci ha viziati con AJAX: un metodo innovativo che permette di effettuare richieste a pagine web, in modo asincrono.

Sostanzialmente, il metodo classico prevede che un utente, apra il browser effettui la richiesta web andando su un sito (ad esempio: http://www.masterix.org) ed attenda il caricamento completo della pagina (il tutto avviene in modo sincrono: tutte le parti della pagina si aggiornano insieme, quasi contemporaneamente).

Con Ajax questo concetto, in parte, cambia: parti di pagina possono variare “singolarmente” senza che tutta la pagina venga ricaricata.

Spesso capita di dover effettuare una richiesta più volte (magari sulla base di un timeout o alla generazione di un particolare evento): è proprio in questo caso che si cade nel classico problema AJAX della cache.

Esiste un modo abbastanza semplice per risolvere questo problema.

Ad ogni richiesta, basta aggiungere la seguente querystring:

(new Date).getTime()+"."+(Math.random()*1234567)

In altre parole, ciò che farete è qualcosa di simile:

http://www.masterix.org/index.php?[ORARIO].[NUMERO_CASUALE]

In questo modo, il browser penserà di effettuare una nuova richiesta, e non andrà a pescare i risultati dalla cache.

Si fa ovviamente notare che non sempre è utile fare una cosa simile, in quanto, comunque, saltando la cache del browser, rallenta il caricamento della porzione di codice che viene richiesto tramite AJAX.

Alla prossima =D

Written by Luca Longo in: Howto & Tips |
mar
18
2009
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è divertente :-)

Sai, a te che puntualmente mi scrivi tramite la voce “Contattami” volevo dire che NON sei così inosservato quanto tu possa pensare (in realtà di te, so molto di più…).

Ma non mi importa! Infondo, se sei qui, e mi scrivi è comunque un successo per me… anzi continua pure… è divertente leggere le tue piccole e fugaci puttanate via email.
PS: si, di disinfettante ne ho messo molto… e devo ringraziare quelli come te per avermi disinfettato. Solo confrontandoci col peggio capiamo quanto siamo migliori. Grazie ancora: sul serio!!!

Written by Luca Longo in: Cose varie |

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